Frammenti di Storia

nota introduttiva: a iniziare dal 1990 don Gianni Sola raccolse informazioni storiche sulla parrocchia e sulla borgata che iniziò a pubblicare sul bollettino parrocchiale.

Ne fece poi una raccolta che riproponiamo  con una veste grafica adatta alle pagine di un sito web ed integrata con qualche immagine e nota recuperata su internet o fornita da parrocchiani.

Saremo grati a quanti vorranno contribuire ad integrare con informazioni e/o immagini la piccola storia della vallata in cui viviamo.  

Buona lettura


Frammenti di storia

Copertina raccolta

Queste note sulla borgata e la sua chiesa, del tutto incomplete e frammentarie, raccolte dal parroco don Gianni Sola e stese sul “Notiziario della Comunità” comparse sporadicamente nel decennio 1990 – 2000, sono qui riportate tali e quali come sono uscite, nella forma di articoletti del giornalino parrocchiale.

La Parrocchia di Reaglie

La Parrocchia che cos'è?

È la Chiesa in concreto. È il “Popolo di Dio” che si manifesta in quella realtà visibile: l'esperienza di una comunità di credenti in Cristo. Partecipare alla vita della parrocchia è dunque “fare Chiesa” è incontrare Cristo che chiama e che salva.

Una chiesa nella valle

In questa colonna vorrei aprire un angolo «alla ricerca di notizie » sulla nostra chiesa e la valle di Reaglie.
Mi sono accorto infatti che c'è un passato, caratteristico anche, modesto fin che si vuole, ma che mi sembra giusto e bello richiamare e portare a conoscenza.
Una comunicazione senza impegno, senza ordine.
Frammenti; giusto per « partager » una emozione davanti alla scoperta di un dato storico che ci riguarda come abitanti di questa valle e membri della comunità di credenti.

Don Gianni

 


Mappa di Reaglie

[nella versione aggiornata da Google Map]

Il territorio di Reaglie

 


L'ordine di Malta nella Valle di Reaglie

Nella piccola storia della nostra parrocchia, che offro a spezzoni su queste pagine, presento questa volta uno stralcio di articolo di uno studioso dell'Ordine di Malta a cui per secoli è appartenuta questa nostra chiesa.

Disegno della primitiva chiesa da un documento del 1765Riproponiamo il disegno della primitiva chiesa da un documento del 1765

« ... La chiesa che sostituì il compito di cappella della Commenda Gerosolimitana di Torino dopo la demolizione delle chiese di San Severo e Santa Margherita, fu quella di Reaglie, dedicata alla Madonna, nella valle omonima sulla collina di Torino. Questa chiesa è già indicata come appartenente alla Commenda nei documenti del 1474 e quindi nuovamente indicata come tale nella visita Priorale del 1589. Seriamente danneggiata dalle truppe mercenarie croate e polacche operanti al servizio della Spagna durante l'assedio di Torino del 1640, essa venne riparata nei tre anni seguenti. La descrizione che infatti viene fatta di essa nel 1644 non è molto dissimile da quella del 1791, se non per le più abbondanti suppellettili ed un altare laterale di più. Questa chiesa era di piccole proporzioni (metri 15 x 4,50), ad una sola navata, con campaniletto e camere per la sacrestia e per l'abitazione del parroco.
Divenne parrocchia dopo il 1630 ed aveva cura dei 450 abitanti che allora contava la Valle di Reaglie.... »
(Dalla rivista culturale "IL DELFINO", n. 40, a. 1978; dott. arch. FRANCO RESSA, "La Commenda Gerosolimitana di Torino").

La Chiesa di Reaglie nel 1589

 

Continuando, senza sistematicità, ad offrire qualche curiosità sulla nostra storia passata, prendiamoci il piacere questa volta, di leggere uno spezzone di relazione dei "commissari" dell'Ordine di Malta che, periodicamente e scrupolosamente visitavano i beni dell'Ordine e rilasciavano poi una relazione scritta sulla situazione trovata.
Sappiamo che l'Ordine Gerosolimitano di Malta ha posseduto per secoli nella nostra valle, come in molte altre parti di Torino e dintorni, beni agricoli, case, esercizi. ecc..., che, dati in affitto a privati, erano fonte di reddito a sostegno delle finalità ospitaliere dell'Ordine.
In Reaglie anche la chiesetta, la casa del cappellano e persino i beni mobili (attrezzature varie e minute) appartenevano all'istituzione ed erano registrati. Di qui la ragione di questi controlli periodici con relative relazioni, che oggi sono preziosa fonte d'informazione sulla storia locale, usi e costumi del tempo e ... gustose pagine di letteratura.

Visita della Commenda

«L'Anno del Signore M.D. ottantanove, la seconda inditione, alli cinque di maggio...Visita della Chiesa di detta commenda chiamata Madona di Reaglie... Hoggi li Sig. Cavalieri comissari... dopo essersi informati che la sudetta commenda non ha altra chiesa salvo l'infra¬scritta si sono transferti sopra il finaggio di Torino chiamato In Reaglie dove è situata una Chiesa campestre, et chiamato l'Ill. Don Saluto Pauropassa Cappellano di detta chiesa è stata aperta, et s'è trovato la facciata d'essa chiesa sbiachita co l'arme delle Sacra Relig. Hierosolimitana, e del S. Priore Tana ... Et doppo conosciuto che non vi manca alcuno dei mobili descritti nel cabreo, si sono essi Sig. Comissari trasferiti sopra i luoghi delle possessioni dei beni di detta commenda di detta Sacra Religione quali sono nelle dette fini di Torino regione di Reaglie. le quali sono in buon stato e ben governate ...»

d.G.

(cfr. Commenda di Torino Elenco documenti presso Archivio di Stato di Torino)


I campanili di Reaglie

notizie storiche

Visto che in queste settimane (e in queste pagine) si parla di campane, in questi "frammenti di storia" parliamo di ... campanili.


1 - La pianta che riportiamo qui a destra è un documento del 1765; ma in quella data, chiesa e campanile, come li vediamo, erano già così da secoli. Certo erano ben diversi e lo resteranno ancora fino al loro completo rifacimento, come vedremo.

Ma ora interessiamoci solo del campanile.

È costruito dalla parte destra di chi guarda la facciata della chiesetta e incorporato nell'edificio della canonica, a sua volta completamente a ridosso della chiesa.

La scala di accesso alle camere del primo piano della casa era infatti nel campanile stesso.

Lo spazio più in alto del campanile era una celletta adibita a camera per il sacrestano.
Nel 1861, lo zelante parroco don Luigi Cane, ci da queste ulteriori notizie:

«Il campanile della Parrocchia per difetto di buona costruzione da lungo tempo minacciava caduta nonostante l'aiuto di cinque grosse chiavi di ferro colle quali venne rinforzato nel 1856 nella circostanza in cui si riparò la Chiesa. Nel mese di Novembre pertanto si rifecero le fondamenta poste nella cantina, dai dati di mezzogiorno, e di ponente essendosi spese per tal opera circa 170 Franchi.»

 

2 - Sarà don Roggero Scala, nel 1883 a compiere la grande trasformazione, facendo costruire un nuovo campanile a sinistra della chiesa, staccato da essa e in linea con la facciata: è quello che abbiamo attualmente.
Per 16 anni intanto convissero questo nuovo esile ed alto campanile, con la vecchia e bassa chiesa, sia pure anch'essa frequentemente restaurata e non poco trasformata.
Il nuovo campanile è opera di un'impresa reagliese, i fratelli Gilardi, che hanno a loro attivo molte costruzioni in zona, tuttora in piedi. [ndr: La nipote Laura degli impresari di cui mantiene vivo il ricordo, da tempo ormai residente in Liguria, fa notare che il cognome del nonno e dello zio Angelo era Gilardo e non Gilardi come indicato nella nota storica pubblicata a suo tempo a da me ripresa]

Il Comune di Torino contribuì alla spesa, come risulta da una comunicazione del Sindaco di allora:

«Sono lieto poter partecipare alla S.V. Rev.ma che il Consiglio Comunale, in seduta II corrente, approvava la sottopostale deliberazione della Giunta del 17 Febbraio u.s. portante a Lire cinquemila il concorso da prestarsi da questo Municipio nella spesa di costruzione d'un nuovo campanile per codesta Chiesa Parrocchiale, ...
Torino, addi 18 Aprile 1883. »

 

[a sinistra il campanile in una foto del 1910 e (ndr) sotto la chiesa in un dipinto ritrovato in canonica ed in una cartolina del 1909] 


Nel Medioevo

Un Centro Ospitaliero a Reaglie?

- Le "Cascine" dell'ordine di Malta -

(Nota di storia locale)

L'Ordine di Malta a Torino radica la sua storia non solo nella chiesa della nostra parrocchia, appartenuta per secoli al benemerito Ordine Gerosolimitano, come abbiamo brevemente documentato nel numero precedente (Dic. '94), ma anche in tutta la Valle di Reaglie, attraverso possedimenti che permettevano a questa istituzione, fiorente per secoli, di realizzare le sue finalità di assistenza e ospitalità.
Infatti, mentre altre parti della collina torinese non erano coltivate e abitate, se non dopo che la Regina si fece la villa in collina, allora per i benestanti venne di moda fare altrettanto, Reaglie era da secoli lavorata ed abitata, appunto per la presenza attiva dell'Ordine di Malta in questa valle.
Come sempre, in queste "briciole di storia", dirò la cosa con una semplice citazione.

Da "Origine e Conduzione delle Commende sotto gli Ordini Religioso-Cavallereschi"

«... Nel versante Nord della Valle di Reaglie, che era tutto in possessione dell'O.M. per più di 1,2 km. esistevano tre cascine (DG. pag. 11). La prima, vicina alla chiesa, denominata l'Osteria (DG. p. 8 e DS p. 24): la seconda sul lato Sud della valle, chiamata la Commenda (DG. p. 99); la terza all'estremo Est delle possessioni, chiamata Tetto d'Abramo (DG. p. 10).(*)

Queste tre cascine non sono nominate nella visita del 1589, ma in quella del 1644 si ha la lista della loro ricostruzione dopo la completa distruzione durante l'assedio. Ancora danni ebbero a soffrire per l'assedio del 1706.
Tutte e tre le cascine sono di tipo piccolo e collinare, da colture tipo vite-bosco. Hanno scala interna e ballatoio al piano superiore …»

L'interessante è che questi edifici esistono ancora e sono, rispettivamente:
— L’"Osteria": l'attuale numero ci¬vico 153 di corso Chieri (la tabaccheria);
— La "Commenda" (la più nobile): parte del complesso residenziale di strada Calleri al n. 47;
— Il "Tetto d'Abramo": all'estremità di strada Forni e Goffi (non meglio identificata).
Di alcuni esiste anche il disegno in scala e la descrizione minuta della situazione dell'edificio. Questo, all'epoca, nelle relazioni delle visite periodiche ai beni da parte del Priore dell'Ordine.

[ndr: (*) sul sito dell’ordine di Malta, con qualche differenza su un toponimo, si legge:

«… Nel tempo la Commenda di Torino fu riccamente dotata ed a Reaglie, sulla collina che contorna oltre il Po la Città, ebbe anche una sua propria chiesa dedicata a Santa Margherita. A Reaglie i beni della Commenda Melitense erano molto estesi in quanto tutta la valle era di proprietà dell'Ordine.
Essa era suddivisa in tre grandi cascine dette rispettivamente "L'Osteria", la "Commenda" ed il "Tetto d'Adamo". »

http://www.ordinedimaltaitalia.org/delegazione-di-piemonte-valle-daosta-storia?eprivacy=1]

In quest'immagine del 1927 si intravedono ancora ampi spazi coltivati su entrambe i versanti della collina (in primo piano vigne)

 

 

 


 

Il cimitero di Reaglie

Proseguo nella segnalazione di spezzoni di documenti che ci aiutano a tratteggiare linee di storia della nostra chiesa e della valle di Reaglie. Un segno che Reaglie era una borgata «compiuta», nel suo piccolo, anche se da sempre appartenente al Comune di Torino, è dato dal fatto che ha, per tanto tempo, avuto il suo piccolo cimitero dove accompagnava e onorava i suoi morti

 

Periodo antico

Fino al 1833, il luogo di sepoltura era la chiesa stessa, dentro o appena fuori, al lato sinistro.

Citazione da manoscritto (1856):

«Nonostante le varie riparazioni che di quando in quando si facevano attorno alla Chiesa si trovava tuttora in cattivo stato, e molto umida a motivo particolarmente che il cimitero antico ossia pozzo mortuorio situato alla mezzanotte della Chiesa, ed attaccato affatto al muro del presbiterio era ripieno d'acqua...
I lavori si cominciarono negli ultimi giorni di Maggio del 1856, e prima di tutto si annullò il predetto Cemitero antico trasportando le ossa nel novello già esistente ... si dovettero pure annullare due "tombe nell'entrare in Chiesa, nelle quali probabilmente si seppellivano i Sacerdoti.
Tanto nell'interno come nell'esterno della Chiesa si trovarono a fior di terra vari cadaveri seppelliti, senza avere di essi notizia alcuna... »

 

Periodo del "Campo Santo"

Dal 1833 funzionò un cimitero staccato dalla chiesa, situato in corrispondenza dell'attuale numero civico 8 di Strada Forni e Goffi.

Prospetto della Cappella e pianta del cimitero di Reaglie
Come da “Il parco delle Mezze Lune” edito dal Comune di Torino

Citazione (1833):

«Il Campo Santo e cappella ivi esistente sono stati benedetti li dodici del mese di Maggio da me sacerdote Gioanni Tommaso Maria Capirone amministratore di codesta Real parrocchia di Reaglie ... »

La prima ad essere sepolta nel « novello » cimitero fu Teresa Scotti, 1'8 luglio 1833.
L'ultima sepoltura, fu quella di Pilone Giuseppa di 41 anni, il 18 giugno 1896.

 

 

Periodo attuale

Nel 1896 fu eliminato anche questo piccolo camposanto e da allora Reaglie porta ordinariamente i suoi morti nel cimitero di Sassi.
Il primo reagliese defunto a prendere la strada di Sassi fu il piccolo Luigi Taricco, di 16 giorni, sepolto il 4 Novembre di quell'anno.


 

La Scuola di Reaglie

La scuola elementare a Reaglie, come in tante altre località, nasce e si sviluppa per interessamento diretto dei parroci e dei fedeli della Comunità.
Originariamente era ospitata nei locali stessi della chiesa ed ebbe, come maestri dei sacerdoti, incaricati dal Comune.
Nell'«assaggio di documentazione» che offro in questo angolo del Giornalino, riporto letteralmente alcune «Memorie» che ci fanno assistere con emozione al modestissimo, eppure tanto sentito, avvio di una scuola nella nostra borgata.

 

«1850 - Apertura di una scuola per fanciulli.

Nell'assumere l'amministrazione della Parrocchia, il Sacerdote Luigi Cane, i parrocchiani gli domandavano caldamente, l'istruzione ai fanciulli, per mezzo di una scuola. Per altra parte poi si vedeva una grande necessità essendo, pochissimi eccettuati, tutti illeterati.
L'amministratore non avendo fondi raccorse alla carità dei Parrocchiani, villeggianti dai quali si raccolse la somma di L. 676. Si fecero alcune opere preliminari necessarie per la scuola, e quindi si aperse nel mese di Dicembre 1850, in una camera presa in affitto da Pietro Goffi fu Giovanni nella così detta "borgata".
Nel mattino intervenivano i fanciulli, e dopo il mezzogiorno le fanciulle.
Il primo Maestro fu il Sacerdote D. Gio. Batta Chiabotto, di Balangero presso S. Maurizio Canavese, e conviveva coll'Amministratore parrocchiale.

1851 - Sussidio per la scuola concesso dal Municipio.

Il Municipio di Torino aderendo alla dimanda collettiva esposta da diversi Parroci del territorio nello scorso 1850 concede a questa Parrocchia L. 600 coll'obbligo d'istituire una scuola elementare maschile.
Non essendovi nella casa Parrocchiale una camera adatta per uso di scuola, l'Amministratore si privò del tetto rustico sopra la stalla a ponente, lo rialzò per quanto si poteva, e lo fece adattare per l'uso suddetto.

1855 - Scuola femminile

Il Municipio di Torino istituisce in questa Parrocchia una scuola femminile, e manda per l'insegnamento una Maestra patentata di metodica.

1862 - Il Municipio affida l'insegnamento ad una Maestra sola.

Nell'apertura dell'anno scolastico 1862-63 il Municipio di Torino trovando forse troppo gravoso, o inutile lo stipendiare due insegnanti, uno per i fanciulli maschi e l'altro per le femmine, deliberò di consegnare l'istruzione maschile e femminile ad una sola maestra colla sola diversità d'orario per l'insegnamento.»

Rimando alla prossima volta per una nota di curiosità sulla localizzazione dell'attuale edificio scolastico.

Origini dell'Edificio Scolastico Reagliese

Ci fermiamo questa volta ad una curiosità che riguarda l'edificio, sede della Scuola Elementare di Reaglie.

Come abbiamo già ricordato tempo fa, in queste pagine, la scuola elementare in Reaglie è nata in una "dépendance" della parrocchia, poi è stata via via sistemata in locali presi in affitto dal Comune presso privati della borgata.

Finalmente, nel 1882, un passo significativo: il Comune acquista un terreno sul quale costruire una scuola nuova; ma il luogo non è dove sorge l'attuale scuola elementare!

Questa è la piccola curiosità.

Il Municipio di Torino, nel 1882 appunto, aveva concluso un compromesso d'acquisto con Giov. Battista Goffi di strada Reaglie riguardante un pezzo di prato alle spalle della piazzetta Reaglie, per edificarvi lì la scuola elementare e la costruzione doveva partire al termine del 1883.

Una lettera dell'epoca, 24/12/1883, ci documenta che il parroco di allora, il curato Roggero Scala, saputa la cosa, scrive al Soprintendente scolastico della Città, invitandolo caldamente e con molte argomentazioni a fare recedere il Comune dalla trattativa con il Goffi, perché ci sarebbe un altro terreno più bello, più comodo, vicino alla strada "carrettiera" (l'attuale corso Chieri) che si potrebbe rendere disponibile, di proprietà dell'allora cav. Porta - ora possedimento De Benedetti -.

La ragione? "Si da per certa la costruzione della ferrovia Torino-Chieri-Casale per Reaglie" che attraverserebbe proprio il prato del Porta. Così frazionato questo appezzamento (è sempre l'argomentazione del curato Scala) perderebbe il suo valore agricolo e potrebbe quindi essere ceduto anche per la scuola, mentre prima non era disponibile.

La storia in nostro possesso finisce già qui; ma noi oggi constatiamo che la ferrovia, progettata lungo il Rio Reaglie, non è mai nata, mentre l'edificio scolastico non si trova in cima a strada Reaglie, bensì nel luogo segnalato e perorato dal parroco Roggero Scala, lungo la provinciale, appunto.
Felice intuizione, potere di persuasione, solita ingerenza del clero?
"Ai posteri...!".

d. G.

 



Francesco Gonin

"Celebre mano"

"Proprietario in Reaglie"

Partiamo con una notizia «à la page».
È appena terminata infatti alla ACCADEMIA ALBERTINA DELLE BELLE ARTI di Torino una mostra sul pittore Francesco Gonin (1808-1889), autore di molti lavori pregiati e notissimo almeno per le illustrazioni dei «Promessi Sposi» (1840).

Ebbene, non tutti sono a conoscenza di due precisi addentellati di questo pittore con Reaglie e la nostra chiesa.

1 - Francesco Gonin abitò per tanti anni a Reaglie, già in « odore » di fama. Possedeva infatti la casa « ex Commenda » (famosa pur essa per altri motivi, di cui potremo anche dire), ora in strada Calleri 47.

2 - Il secondo titolo che, come chiesa, ci lega a questo pittore - ma oggi ci rammarica molto - è che nel 1863, tempo della sua maturità di artista, fu autore della pala dell'altare maggiore della nostra chiesa, di cui subito si disse un gran bene.

Per i tanti interventi di restauro, soprattutto per la ricostruzione di questa chiesa nel 1908-1909, o per quale altro motivo, ci chiediamo « dove sarà finita questa nostra Icona della Assunta »?

Ma, fedele al taglio scelto per queste note di storia locale, appena sopra dichiarato, passo subito a riportare, senza commento, il "pezzo" di documento che si riferisce a queste notizie.

Da un manoscritto:

« Memorie relative alla Parrocchia di Reaglie
  Anno 1863

Nuova Incona all'altare maggiore -
Nell'estate 1862 alcune signore villeggianti in questo distretto parrocchiale progettarono di procurare una nuova Incona rappresentante Maria Vergine Santissima Assunta in Cielo in sostituzione dell'antica divenuta ormai invisibile per la sua vetustà.
A tal fine procurarono una sottoscrizione, incaricando il Sig. D. Pietro Boggio Beneficiato sia per le esazioni, sia per l'eseguimento. Essa fu dipinta dal Pittore Francesco Gonin proprietario in Reaglie e celebre artista di quei tempi. Gli oblatori furono i seguenti cioè ... (segue elenco nominativi)

Segue l'anno 1863

La spesa del dipinto ascese a L. 338... Nella Domenica prima di Luglio del corrente anno s'inaugurò, e si benedisse il nuovo quadro dal Teologo Collegiato Ferdinando Zanotti Canonico Onorario della SS. Trinità di Torino: la Chiesa era ornata a pompa più del solito, l'Amministratore disse un analogo discorso; fu composto un sonetto dal Maestro G. Tommaso Chiarloni, in una parola la festa riuscì divota e soddisfavente per tutti...

Formazione del lucernario sopra l'altare maggiore. La nuova Incona posta all'altare maggiore non aveva una luce favorevole, di modo che nella Chiesa non si potevano discernere i dipinti. Per suggerimento del Pittore si praticò nella volta soprastante al presbiterio un foro al quale applicandovi una finestra con vetri, si potè avere una luce più favorevole ed insieme la commodità di rendere più ariosa e meno calda la chiesa nell'estiva stagione. »

Da un volantino:


« Illustrissimo Signore
Sono grandi le mie obbligazioni verso la gentilezza della S. V.I. la quale con generosità si è degnata di concorrere per arricchire la povera Chiesa di Reaglie di un prezioso tesoro qual è l'Incona di Maria. Vergine SS. Assunta in Cielo, titolare di questa Parrocchia.
Essendo essa opera magnifica di una celebre mano dei tempi nostri, incontrerà senza dubbio l'approvazione, e la ben meritata lode di quanti potranno mirarla...
Reaglie, il 29 Giugno 1863.»


I PARROCI DI REAGLIE

Don Battista SANDRONE

Battesimo della nipotina

Nella piccola storia della nostra chiesa in borgata Reaglie, è tempo di ricordare anche i preti che hanno servito questa comunità e per questo sono anche essi tasselli da raccogliere e comporre con il tutto.

Andiamo all'indietro, è più facile, finché ci arriviamo. Sarebbe bello poter ricomporre per intero la successione dei parroci, ma non credo siamo così fortunati; comunque partiamo incominciando dall'ultimo, don Sandrone (ndr: nell'immagine a sinistra al Battesimo della nipotina), mancato esattamente 15 anni fa, il 16 Settembre 1984.

Don Battista Sandrone è nato a Castello d'Annone (AT) il 2/2/1916. Questo "medaglione ricordo" per chi lo ha conosciuto, lo ha amato e anche per chi non lo ha incontrato, ma ora sa che fu parroco a Reaglie per 25 anni, dal 1959 al 1984.

Prima ha retto per diversi anni un'altra parrocchia, più piccola di questa, di mezza montagna. Benne di Conio e prima ancora ha fatto il vice-parroco nella parrocchia di San Donato in Torino.

Ma don Sandrone fu contemporaneamente sempre anche insegnante di religione nelle scuole pubbliche (Ciriè e Mameli in Torino).

Questo ministero gli ha consentito di mantenere una certa cultura e molti rapporti personali con il mondo dell'insegnamento.

Amava e coltivava l'amicizia con le persone: per questa strada ha fatto del bene a molti. Curava anche qualche hobby che più di una volta lo resero prezioso per certi pezzi di ricambio ormai introvabili! [ndr: nel cortile della canonica raccoglieva e smontava i mitici "Maggiolini" Volkswagen incidentati]

Quando il male bussò alla sua porta ha saputo soffrire in senso profondamene cristiano. [ndr: Negli ultimi tempi smorfie di dolore gli toglievano il fiato e lo costringevano a brevi pause ed a mordersi le labbra durante le celebrazioni della Messa ...]
Il suo corpo riposa nel cimitero di Castello D'Annone, da dove ha visto la luce. dove si può visitare (!) e da dove attende la rinascita con Gesù per sempre. La parrocchia, insieme alla sua famiglia lo ricorderà in una Messa di anniversario sabato 16 Ottobre alle ore 18.30 nella Messa festiva della comunità.

 


Don Turletti (§)

(§) n.d.r.: in realtà all'anagrafe Turletto

Anche i parroci con i loro, interventi e la vita vissuta con la gente del posto, segnano la storia e, in qualche modo la fanno.

Abbiamo già detto di don Sandrone.

Risalendo nel tempo, prima di lui fu parroco a Reaglie per quasi 33 anni, dal 1926 al 1959, il rev. Canonico teol. Girolamo Turletti

Non è preistoria, anzi, molti parrocchiani lo ricordano e con lui richiamano una pagina storia della borgata e della nostra chiesa.

Don Turletti è originario di Cavallermaggiore (CN). nato il 7/12/1879 e deceduto a Torino il 12/7/1962 presso il Cottolengo dove si era ritirato. È sepolto al suo paese di nascita. Fu testimone di tanta storia locale e nazionale. Visse infatti a Reaglie per buona parte del periodo fascista, tutta la seconda guerra mondiale, il tempo della liberazione con alcune storie di partigiani e ancora la ripresa degli anni '50.

Allora esisteva ancora l'istituzione del "Beneficio Pera" (Corso Chieri 121) che permetteva alla parrocchia di Reaglie di avere un sacerdote collaboratore. Ruolo ricoperto in quegli anni dal teologo Rolando, persona vivace e figura caratteristica di prete, molto ricordato dai reagliesi di allora.

La decorazione attuale della chiesa che ci apprestiamo a rifare, risale al tempo di don Turletti. Fu pure lui a fare sopraelevare i locali della casa canonica. com'è attualmente. Ed è certamente per la sua presenza in questa borgata che una sua giovane nipote di Cavallermaggiore si accasò qui, conservandoci così, amabilmente. insieme al cognome, il ricordo dello Zio Parroco.

 


qui termina la pubblicazione di don Gianni Sola, ma integriamo la documentazione con un articolo comparso sulla Stampa Sera del 1958 che portò Reaglie agli "onori delle cronache"   

 



Svegliati nel cuor della notte dalle campane suonate a martello

Il fuoco distrugge la canonica del parroco più povero di Torino

La penosa esistenza dell’ottantenne don Turletti: ventimila lire al mese per vivere e provvedere alle spese del culto. La sua unica stufetta, lasciata accesa nell’ufficio, ha provocato il violento incendio.

 


Le campane a martello hanno messo in allarme, verso le tre di questa notte, gli abitanti di Reaglie: l’incendio si era sviluppato nella canonica e la prima a dare l’allarme era stata una signora che abita in un alloggio accanto alla parrocchia, Giustina Marcato. Volenterosi e vigili del fuoco sono riusciti a domare le fiamme ed a salvare la chiesa, ma l’ufficio del parroco è distrutto ed il vecchio prete (che è il titolare della più povera canonica della città) ha perduto l’unico locale riscaldato nel quale passava le giornate invernali.

Reaglie è una frazioncina sulla strada che sale a Pino; ha 1400 abitanti circa, per la maggioranza residenti in cascine sparse per la collina. I torinesi, abituati a frequentare grandi chiese con oratori, cinema parrocchiali e sale di convegno, non sospettano certo che nel loro stesso comune, a 10 minuti di filobus da piazza Vittorio (**) vi sia un minuscolo paesino dove il parroco si trova in condizioni di vita simili a quelle dei sacerdoti che abitano negli isolati villaggi delle zone più inospitali delle montagne.

Le «anime» della parrocchia sono poche, i proventi dei battesimi, dei matrimoni, delle Messe sono quindi irrisori: il prete deve quindi vivere con la «congrua», cioè con uno stipendio di 20 mila lire mensili.
Con questa esigua somma il sacerdote però deve provvedere non soltanto a se stesso ma anche alle spese di culto (luce, candele, vino per la messa, ostie, ecc.).
Non è difficile quindi immaginare in quali precarie condizioni economiche si trovi don Girolamo Turletti, che sta per compiere gli 80 anni e che da trentacinque è parroco a Reaglie. Nel suo alloggio - composto di un’unica stanzetta - non c’è riscaldamento ed il sacerdote passava tutte le giornate invernali nel suo studio, in cui erano anche gli archivi parrocchiali: casa ed ufficio comunicavano con una piccola veranda. A completare il quadro della canonica bisogna aggiungere che essa (unica tra le settantuno di Torino) non ha il telefono e che don Turletti non ha mai potuto permettersi il lusso di una domestica e deve - quando può – cucinare da sé.

Il sacerdote è costretto a compiere lunghe marce per i sentieri della collina quando viene chiamato al capezzale di un malato e, malgrado l’età, è ancora in grado di svolgere la sua faticosa missione. Ma forse sarà l’ultimo parroco di Reaglie: si è ventilata la possibilità di aggregare ad un’altra la parrocchia, che esiste fin dal 1360.

L’incendio di questa notte è stato provocato dal surriscaldamento della stufetta a legna o da una scintilla sfuggita dai tizzoni che bruciavano ancora quando don Turletti lasciò lo studio per andare a dormire nella sua fredda stanzetta. Probabilmente cominciò a bruciare il tappeto, poi le fiamme raggiunsero i mobili, trovarono ottima esca nei libri e negli incartamenti, attaccarono infine le vecchie travi delle pareti e del pavimento.

Quando la signora Marcato fu svegliata dal fumo che entrava nella sua stanza le lingue di fuoco uscivano già dalle finestre e lambivano minacciosamente il tetto. Alle invocazioni della donna accorsero gli abitanti delle case vicine che cominciarono con secchi d’acqua l’opera di spegnimento, ma quasi senza risultato perché le fiamme erano già troppo violente. Qualcuno suonò le campane a martello, qualcun altro si precipitò a telefonare ai pompieri. Anche don Turletti accorse, nella speranza di salvare almeno i documenti, ma ormai era troppo tardi.

Soltanto alle 5,20 i Vigili del Fuoco completarono l’opera di spegnimento: la chiesa e la stanzetta del sacerdote erano salve, ma l’ufficio con gli incartamenti ed i mobili e la veranda erano completamente distrutti. La cifra dei danni non è di per sé elevata ma per il parroco che non sa come potrà ripararli, l’incendio ha provocato un piccolo dramma. Don Turletti è tuttavia rimasto sereno, convinto che la Provvidenza (magari servendosi della Curia o del Comune o di altri enti come intermediari) interverrà in suo aiuto.

Stampa Sera – n 36 – anno XII – Martedì 11 – Mercoledì 12 Febbraio 1958 – Cronaca cittadina

 


(**) Filovia Torino - Reaglie - Pino - Chieri

La linea di filobus venne attivata il 4 novembre 1951 in sostituzione di una precedente autolinea,

ed esercita dalla società Autoindustriale Vigo.
Il capolinea, a Torino, era in piazza Vittorio,

il deposito era nei locali attualmente occupati dal Carrefour di corso Casale. La linea, lunga 16,2 km, attraversava un paesaggio collinare con forti pendenze, e toccava l'altitudine massima presso la Sella di Pino (506 m s.l.m.), per poi ridiscendere verso Chieri. Il traffico, dato il carattere suburbano della zona, era molto intenso.

A partire dal 1976 il servizio filoviario, ormai insufficiente, venne integrato da corse automobilistiche.

Il 23 dicembre 1979 la linea passò all'ATM di Torino, che soppresse l'esercizio filoviario mantenendo solo quello automobilistico (l’attuale linea 30).

Il parco constava di 11 vetture tipo Fiat 668F/111, con carrozzeria Viberti ed equipaggiamento elettrico TIBB.


Nel 1978 fu provato, nell'ambito di un programma di ammodernamento del trasporto pubblico piemontese, un filobus Volvo di quelli appena acquistati dalla filovia Rimini-Riccione.

Tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/Filovia_Torino-Chieri