Progetto ACCOGLIENZA PROFUGHI E RIFUGIATI

UNITA’ PASTORALE 23

Alcune immagini della giornata trascorsa a Reaglie dal profugo ospitato alla Madonna del Pilone

Relazione sul primo semestre di progetto

Premessa
Spinti dall’invito lanciato da Papa Francesco all’Angelus della domenica 6 settembre 2015:
“Ogni parrocchia accolga una famiglia di profughi. Lo faranno per prime le due parrocchie del Vaticano. Cominciamo dalla mia Diocesi di Roma”
i Parrocchiani della Unità Pastorale 23, consultandosi tra loro e con i rispettivi Parroci, si sono incontrati il 21 gennaio 2016 per riflettere insieme su come si poteva rispondere a quell’appello, ripreso e diffuso anche dal nostro stesso Arcivescovo Cesare Nosiglia.
Fin dall’inizio ci si è rivolti alla consulenza e alla guida dell’Ufficio Diocesano Pastorale Migranti, per ricevere indicazioni e per essere messi in contatto con i Rifugiati alla ricerca di una sistemazione.
Ipotesi iniziale
Dopo alcuni incontri assembleari, a cui hanno partecipato tutte le persone interessate delle 6 parrocchie, si è costituito un “Comitato”, con un rappresentante di ciascuna delle 6 parrocchie, incaricato di gestire tutte le azioni successive che fossero necessarie.
Inizialmente il Comitato pensava di accogliere due persone rifugiate in un alloggio della zona e di accompagnarle nel loro inserimento; di conseguenza alcune persone del Comitato sono state incaricate di ricercare alloggi in affitto a prezzi ragionevoli e proprietari disponibili ad affittare a stranieri, con la garanzia della Unità Pastorale.
Sviluppi del progetto
Successivamente, calcolando le necessità finanziarie per sostenere quel progetto e la natura dei rapporti che potevano instaurarsi tra i vari parrocchiani e due persone accolte in un alloggio, il Parroco di Madonna del Pilone, Don Gianni, ha molto generosamente proposto di ristrutturare parzialmente la sua ampia canonica, per renderla idonea all’accoglienza di due persone.
Questa scelta permette evidentemente, affrontata la spesa iniziale della ristrutturazione, (equivalente grosso modo, al costo annuo di un affitto) di non doversi accollare negli anni futuri il costo del pagamento di un affitto. Poiché tale ristrutturazione lascia in dotazione alla chiesa del Pilone una valorizzazione del suo immobile, (di cui usufruisce anche l’intera Unità pastorale), i Parroci hanno deciso di contribuire ai costi della ristrutturazione in buona parte con fondi delle 6 parrocchie.
Una prima ipotesi prevedeva l’utilizzo comune della cucina, ma successivi rilievi e studi fatti dalla architetta Paola Gatti, nonché l’attenzione dei parrocchiani a salvaguardare la privacy di Don Gianni, hanno portato a decidere alcuni interventi in più per creare, all’interno della canonica, un minialloggio indipendente per due persone, con un angolo cottura, una bagno, una zona giorno e una notte. Sia la progettazione e le necessarie pratiche burocratiche, sia gli interventi edilizi sono stati effettuati in tempi incredibilmente veloci, così che a fine marzo è stato possibile accogliere per un anno 2 persone presso la parrocchia di Madonna del Pilone.
Parallelamente, con modalità differenti, nelle 6 parrocchie, sono state diffuse informazioni sullo svolgimento del progetto e sono state avviate raccolte fondi per garantire il mantenimento dei due rifugiati per questo primo anno, e la risposta dei parrocchiani è stata pronta e generosa, per cui, per un anno, il budget è garantito.
Per regolarizzare l’accoglienza, tra il Parroco Don Gianni, l’Ufficio Migranti e i due ospiti è stato firmato un “Patto di ospitalità” che illustra i comportamenti a cui si devono attenere i due ospiti e garantisce l’accompagnamento dell’Ufficio Migranti nei confronti della Unità Pastorale
Ma ovviamente, ancora più importanti dei finanziamenti, sono i rapporti che si stanno instaurando tra parrocchiani e gli ospiti.

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