Quaresima 2016 - Il giubileo Ebraico

IL GIUBILEO EBRAICO

"la pratica cristiana dei giubilei ha inizio nell'Antico Testamento e ritrova la sua continuazione nella storia della Chiesa" (Tertio Millennio Adveniente, 11).

IL GIUBILEO NELL'AT

Il testo fondante del giubileo Biblico è Levitico 25,10

"Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia"

Per capire la vera natura del Giubileo occorre partire dal Sabato [Shabbat] e attraverso l'Anno Sabbatico giungere al Giubileo:

  • il sabato che è il 7° giorno dopo sei giorni lavorativi,
  • l'anno sabbatico che è il 7° anno dopo sei anni lavorativi
  • e infine l'anno giubilare che giunge dopo 7 anni sabbatici per 7 volte, cioè dopo 49 anni.

Quindi parliamo di "un sabato, un sabatissimo e un super sabatissimo" (C. De Sante).

Il sabato [yom shabbat] in onore del Signore è il giorno della cessazione [dal lavoro] a immagine di Dio creatore che si è riposato e dell'uscita dalla schiavitù d'Egitto.

L'anno sabbatico [shenat shabbaton], descritto in Lv 25,2 ("Quando entrerete nel paese che vi do, la terra dovrà avere il suo shabbat consacrato al Signore"), è nell'arco dei sette anni quello che il giorno sabbatico è nell'arco della settimana [shavua].

"il settimo anno sarà come sabato, un riposo assoluto per la terra, un sabato in onore del Signore; non seminerai il tuo campo e non poterai la tua vigna. 5 Non mieterai quello che nascerà spontaneamente dal seme caduto nella tua mietitura precedente e non vendemmierai l'uva della vigna che non avrai potata; sarà un anno di completo riposo per la terra. 6 Ciò che la terra produrrà durante il suo riposo servirà di nutrimento a te, al tuo schiavo, alla tua schiava, al tuo bracciante e al forestiero che è presso di te; 7 anche al tuo bestiame e agli animali che sono nel tuo paese servirà di nutrimento quanto essa produrrà".

Ed eccoci al Giubileo [shenat jôbel] ... Lv 125 11-17:

"Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. 12 Poiché è il giubileo; esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. 13 In quest'anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo. 14 Quando vendete qualche cosa al vostro prossimo o quando acquistate qualche cosa dal vostro prossimo, nessuno faccia torto al fratello. 15 Regolerai l'acquisto che farai dal tuo prossimo in base al numero degli anni trascorsi dopo l'ultimo giubileo: egli venderà a te in base agli anni di rendita. 16 Quanti più anni resteranno, tanto più aumenterai il prezzo; quanto minore sarà il tempo, tanto più ribasserai il prezzo; perché egli ti vende la somma dei raccolti. 17 Nessuno di voi danneggi il fratello, ma temete il vostro Dio, poiché io sono il Signore vostro Dio".

Quattro sono quindi gli imperativi dell'anno giubilare alcuni dei quali comuni all'anno sabbatico e al sabato:

  1. il riposo della terra
  2. il condono dei debiti
  3. la restituzione delle terre,
  4. e la liberazione degli schiavi;

in una parola si doveva tornare a vivere come fratelli.

Questa è la condizione per "abitare la terra" (Levitico 25,18).
Diversamente le ingiustizie, le divisioni e le lotte la renderebbero inabitabile, e la sorte dell'uomo sarebbe l'esilio.

Nella teologia dell'anno giubilare si concentra tutta una molteplicità di temi biblici e spirituali che da sempre hanno alimentato e continuano ad alimentare la vita del popolo ebraico. Tra i più importanti di questi aspetti sono da ricordare i seguenti:

1. Solo Dio è proprietario della terra: 

Facendo shabbat, la terra viene sottratta al possesso dell'uomo, alla sua pretesa di dominarla.

"La terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e pellegrini" (Levitico, 25 23): nella terra l'uomo è "forestiero" e "inquilini" nel senso che ne è ospite in quanto ospitato da Dio che ne è l'unico e legittimo proprietario.

2. La gratuità:

Se l'uomo vive in una terra che non è sua ma di Dio, egli vive in forza di una gratuità che proviene dall'amore disinteressato di Dio:

"La terra produrrà frutti, voi ne mangerete a sazietà e vi abiterete tranquilli. Se dite: Che mangeremo il settimo anno, se non semineremo e non raccoglieremo i nostri prodotti?,io disporrò in vostro favore un raccolto abbondante per il sesto anno ed esso vi darà frutti per tre anni" (Levitico 25, 19-21).

3. La giustizia:

Se la terra è dono che Dio destinata a tutti e per tutti ogni volontà umana di accaparramento che contrasti con questa destinazione universale è peccato contro Dio e contro il prossimo.
La giustizia, cuore del messaggio biblico e soprattutto profetico, richiede di riconoscere l'amore gratuito di Dio nel mondo e di assecondarlo assumendolo come principio del proprio agire e del proprio essere.
Per questo, secondo i profeti, è "dalla giustizia", cioè dall'agire giusto, che fiorisce "la pace", la pienezza dei beni per tutta l'umanità (cfr Isaia 32, 15-20).

4. La fine delle disuguaglianze e delle ingiustizie:

L'affermazione che la terra è di Dio, richiede il superamento di tutte le forme di sfruttamento e di sperequazione, quelle che riguardano i beni della terra "le terre non si potranno vendere per sempre" Lv 25,23) evitando l'accumulo di proprietà in poche mani, il latifondismo e soprattutto quelle che riguardano il dominio l'uomo nei confronti dell'altro uomo. "54 Se [il fratello Israelita venduto come schiavo] non è riscattato in alcuno di quei modi, se ne andrà libero l'anno del giubileo: lui con i suoi figli. 55 Poiché gli Israeliti sono miei servi; miei servi, che ho fatto uscire dal paese d'Egitto. Io sono il Signore vostro Dio» cioè le forme di possesso dell'altro uomo, la schiavitù.

5. Il perdono: 

L'affermazione secondo cui l'anno giubilare richiama ed esige il perdono, coincidendo il suo inizio con la celebrazione di yom kippur, la grande festa della riconciliazione: "Al decimo giorno del settimo mese... nel giorno dell'espiazione, farete squillare la tromba per tutto il paese" (Levitico 25, 9). L'anno giubilare istituisce la possibilità di un nuovo inizio, perché spezza non solo il determinismo delle sperequazioni sociali ma quello della stessa colpa.

La tromba shofar con cui si annunciava questo anno particolare era ricavata da un corno d'ariete, in ebraico Yobel.

Il termine, da cui deriva la parola Giubileo, nel linguaggio scritturistico inizialmente indicava l'ariete o il caprone, poi il corno del caprone e infine la tromba fatta con il corno stesso.

Preghiera del mitzvah recitata ascoltando il suono dello shofar 

Baruch attah, //Adonai elohenu, // melech haolam, // ahsher kidshanu // bemitzvotav vtzevanu // lishmoah kol shofar

 Benedetto sei Tu, // Signore Dio nostro, // Re dell'universo, // che ci fai santi con le mitzvot [precetti] // e ci chiami ad ascoltare il suono dello shofar.

 

6. La reintegrazione del mondo o realizzazione messianica:

L'affermazione secondo cui l'anno giubilare richiama l'instaurazione dell'era messianica, in cui cesseranno tutte le sofferenze e le violenze.

Se per un verso questa epoca acquista i tratti di un futuro sempre più lontano, scandito sul ritmo dei millenni ai quali seguirà l'anno giubilare del cinquantesimo millennio, per l'altro più propriamente essa coincide con il ritorno alle origini, con il realizzarsi della terra del progetto di Dio.

È difficile sostenere che tutte le richieste del giubileo ebraico siano state sempre e dovunque onorate in Israele, ma rimane vero che il giubileo ebraico "resta nella storia umana come magnifico ideale a cui ispirarsi per la costruzione di una società fondata sulla fraternità, sulla dignità della persona umana, sulla giustizia e sulla condivisione della terra e dei beni della terra" (G. De Rosa, 18).

Benedetto sia Dio, Padre nostro e Padre di tutti,
che ci illumina e ci fa vivere
con la sua parola di verità e di vita!
A.M.D.G.

(Compilato da d. Carlo Collo avvalendosi di fonti tra cui gli scritti di Maria Guarini e di Giuseppe De Rosa)

NB: Il lettore volenteroso che desidera leggere i testi biblici principali sul sabato, sull'anno sabbatico e sul giubileo, potrà avvalersi della raccolta di testi veterotestamentari qui allegata.
È altamente raccomandabile rintracciare i testi antologici nella Bibbia, per leggerli nel loro contesto!

clicca qui per visualizzare o scaricare il testo.

Quaresima 2016 - Pensiero di San Leone Magno

La sacra purificazione per mezzo del digiuno e della misericordia

Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa (Disc. 6 sulla Quaresima, 1, 2; PL 54, 285-287)

Sempre, fratelli carissimi, della grazia del Signore è piena la terra (Sal 33, 5) e la stessa natura, che ci circonda, insegna a ciascun fedele a onorare Dio.

Infatti il cielo e la terra, il mare e quanto si trova in essi proclamano la bontà e l'onnipotenza del loro Creatore.

E la meravigliosa bellezza degli elementi, messi a nostro servizio, non esige forse da noi, creature intelligenti, un doveroso ringraziamento?

Ma ora ci viene chiesto un completo rinnovamento dello spirito: sono i giorni dei misteri della redenzione umana che precedono più da vicino le feste pasquali. È caratteristica infatti della festa di Pasqua, che la Chiesa tutta goda e si rallegri per il perdono dei peccati: perdono che non si concede solo ai neofiti [neobattezzati], ma anche a coloro che già da lungo tempo sono annoverati tra i figli adottivi.

Certo è nel lavacro di rigenerazione che nascono gli uomini nuovi, ma tutti hanno il dovere del rinnovamento quotidiano: occorre liberarsi dalle incrostazioni proprie alla nostra condizione mortale. E poiché nel cammino della perfezione non c'è nessuno che non debba migliorare, dobbiamo tutti, senza eccezione, sforzarci perché nessuno nel giorno della redenzione si trovi ancora invischiato nei vizi dell'uomo vecchio.

Quanto ciascun cristiano è tenuto a fare in ogni tempo, deve ora praticarlo con maggior sollecitudine e devozione, perché si adempia la norma apostolica del digiuno quaresimale consistente nell'astinenza non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati.

A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell'elemosinala quale sotto il nome unico di «misericordia» abbraccia molte opere buone. In ciò i fedeli possono trovarsi uguali, nonostante le disuguaglianze dei beni. L'amore che dobbiamo ugualmente a Dio e all'uomo non è mai impedito al punto da toglierci la possibilità del bene. Gli angeli hanno cantato: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama» (Lc 2, 14). 

Ne segue che diventa felice e nella benevolenza e nella pace, chiunque partecipa alle sofferenze degli altri, di qualsiasi genere esse sianoImmenso è il campo delle opere di misericordia.

Non solo i ricchi e i facoltosi possono beneficare gli altri con l'elemosina, ma anche quelli di condizione modesta o povera. Così disuguali nei beni di fortuna, tutti possono essere pari nei sentimenti di pietà dell'anima.

 

 

Preghiera di fine anno

Preghiera di fine anno

Dio, Padre misericordioso,
quest'anno che volge al termine,
con le sue luci e le sue ombre,
con le sue gioie e i suoi dolori
con le riuscite e i fallimenti
noi lo deponiamo nelle tue mani paterne e misericordiose.

Ci asteniamo dal redigerne un bilancio

ma lo lasciamo a te a cui nulla sfugge dei piccoli e grandi avvenimenti della nostra vita
e che sai giudicare con infinita sapienza e comprensione.

Per tutto ciò che di buono e di positivo è maturato in questo anno
e in questo nostro mondo,
e che viene da te,

in particolare per tutto il bene da noi ricevuto e donato,
noi ti rendiamo fervide grazie
e dal profondo del nostro cuore
sale a te il nostro Te Deum
e il nostro Magnificat.
- Per i giorni lieti e tristi che ci hai donato...

- Per le persone che volendoci bene hanno riacceso in noi la speranza...
- Per la fede che ci ha sostenuti nei momenti difficili...
- Per i bambini che in questo anno sono venuti alla luce...
- Per quanti non sono stati indifferenti alle sofferenze dei fratelli...
- Per quanti hanno prestato le loro cure a chi era nella malattia...
- Per quanti si sono presi a cuore la causa della pace...
- Per quanti hanno lavorato per il bene comune...
- Per il bene che abbiamo potuto e saputo fare...
- Per la tua infinita misericordia, nonostante le nostre mancanze...
Noi ti rendiamo grazie Signore.Sulle nostre inadempienze, le nostre viltà, i nostri tradimenti, i nostri peccati,
sulle nostre infinite fragilità,
noi invochiamo il tuo perdono

e il dono di una conversione che guardi in avanti,
che non cessi mai di farci sperare,
e ci renda capaci di ricominciare sempre,
senza stancarsi mai.
Fa’ che il nostro sguardo sul passato non sia mai attanagliato dal rimorso sterile
che corrode e paralizza, che produce solo rassegnazione e disperazione.Donaci la perenne giovinezza dello spirito,
che è il dono più prezioso del tuo Natale,
perché ci renda capaci di accogliere dalle tue mani il nuovo anno
come un dono immeritato del tuo amore
e un segno di fiducia in noi.
Fa’ che lo viviamo all'insegna della speranza,

di una speranza operosa e inventiva

che non si rassegni mai al grigiore dei giorni tutti uguali
ma sappia introdurre la novità del vangelo
nelle situazioni familiari, sociali e politiche.

Benedici la nostra Italia
e fa’ che conosca un sussulto di volenterosa e saggia ricerca del bene comune,

Benedici tutte le Nazioni,
in particolare quelle duramente provate dalla guerra e dalla violenza,
ritrovino le condizioni minime per ricostruire il tessuto della convivenza civile
nella concordia e nella pace.

Benedici le nostre famiglie
particolarmente quelle che vivono tra molte difficoltà:

ricerca di lavoro, di casa, di accoglienza,
quelle che patiscono la separazione
a causa dell'incomprensione, della mancanza di rispetto, di dialogo e di intesa.

Benedici i nostri bambini, ragazzi e giovani:
essi sono decisivi per il nostro futuro.
Rendici capaci di offrire loro dei segni di speranza
che li persuadano che la loro vita è un tesoro immenso,
da accogliere con riconoscenza dalla tue mani ogni giorno,
da gestire con saggezza,
e da condividere con generosità,
per la gioia di tutti.

Contemplando il tuo volto vivono i nostri avi
che tanto hanno lavorato, sofferto
e si sono sacrificati
per il bene di tutti noi:
fa’ che le loro fatiche non siano vanificate dalla nostra stoltezza.

A te Maria, donna della pienezza del tempo,
oggi vogliamo affidare il nostro tempo passato,
quello presente
e quello futuro.
Ti doniamo i momenti più veri della nostra vita.

A te consacriamo il nostro futuro con ciò che porterà.
Custodisci i nostri sogni, le speranze, le novità che ci attendono
e che il Signore vorrà donarci.
Stringici a te nei momenti più difficili
e cammina sempre accanto a noi
perché possiamo comprendere e far comprendere
che nella nostra vita e nella nostra storia è sempre presente e operante l'Amore di Dio.
Amen.

Auguri di Pasqua 2015

Ai parrocchiani e amici di Reaglie per la Pasqua 2015

“Pasqua, una riserva inesauribile di speranza”

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Auguri Natale 2014

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