Auguri di Buon Anno Nuovo 2017

Cari parrocchiani di Reaglie, amici, frequentatori e voi tutte e tutti che abbiamo il piacere di incontrare anche solo saltuariamente,

Vi ho rivolto gli auguri di Buon Natale oralmente, ora intendo augurarvi Buon Anno Nuovo per iscritto.
Ecco il mio augurio: il Signore vi conceda tanto tempo ma soprattutto un tempo buono; faccia risplendere il suo volto sopra di voi e vi doni la pace; la luminosa figura femminile e materna di Maria ci accompagni durante tutto questo anno e accenda in noi ammirazione, rispetto e affetto verso tutte le donne, tra cui le donne che realizzano la loro maternità generando ed educando i loro figli e prendendosi cura dei figli degli altri, trascurati e abbandonati
Vi auguro del tempo

Non vi auguro nessun dono particolare
vi auguro soltanto ciò che oggi molti non hanno più,
Vi auguro del tempo, sì del tempo per gioire e anche per sorridere.

Vi auguro del tempo perché possiate pensare, pregare e fare
non soltanto del tempo per voi ma anche del tempo da donare.
Vi auguro del tempo non per aver fretta e correre,
vi auguro del tempo per poter essere contenti.

Vi auguro del tempo non solo da far passare
vi auguro invece che ve ne rimanga sempre.
Tempo per stupirsi e per capire,
anziché guardare il tempo sull' orologio.

Vi auguro del tempo per protendervi verso le stelle
Tempo per pensare e maturare spiritualmente.
Vi auguro tempo per ricominciare sempre a sperare e ad amare,
perché non ha alcun senso rimandare il tempo.

Vi auguro di trovare tempo
Per Dio
Per gli altri
E per voi stessi
e ogni giorno, ogni ora di provare la vera gioia.
Io vi auguro tempo anche per perdonare le colpe
e tempo anche per avere il tempo di vivere.

Vi auguro l’inestimabile dono della pace

Vi auguro la pace
dalla pace modesta come assenza di conflitti
fino alla grande pace (Shalom)
Come completezza e pienezza di tutto ciò che il cuore umano desidera
In primis:
armoniosi rapporti con Dio,
con la società
con voi stessi,
con tutto il mondo.
Vi auguro la pace come dono di Dio
Che nel suo amore ci abbraccia misericordiosamente
Come fa una madre con il proprio figlio
Perdonandolo, consolandolo e rimettendolo in cammino.
Vi auguro la pace come compito
affidato da Dio a tutti gli uomini e a tutte le donne,
da attuare fiduciosamente a tutti i livelli
vincendo l’apatia, l’indifferenza, la sfiducia.
Vi auguro di essere facitori di pace
Nel l’attuazione scrupolosa della giustizia,
nella comprensione per chi è malato, povero, fragile e meno fortunato,
nel rispetto della natura che il Signore ci ha affidato
perché la custodiamo e la coltiviamo
con intelligenza e con amore.
Ci conceda il Signore
“La forza di cambiare ciò che possiamo cambiare,
la pazienza di accettare le cose che non possiamo cambiare
e soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere” (Thomas More)

Vi auguro un anno con lo sguardo e il cuore rivolto a Maria
onorando e rispettando, ispirati da lei, tutte le donne che incontriamo

O Maria
Donna attenta, riflessiva, sollecita, e operosa.
Dimentica di te, corresti in aiuto della cugina Elisabetta
E a Cana, per prima, nella disattenzione e nell’indifferenza di tutti,
Ti accorgesti e segnalasti che il vino nuziale stava per finire.
Madre “non gelosamente ripiegata sul tuo Figlio divino”(Paolo VI)
ti lasciasti plasmare da questo figlio singolare e imprevedibile
diventando una madre totalmente oblativa ,
interamente dedita al disegno di Dio in favore dell’umanità
e così estendesti la tua maternità a tutti gli uomini in cammino verso la patria beata.
Ci conforta pensare che la tua benignità non si limita a soccorrere chi ti invoca
Ma anticipa di gran lunga ogni richiesta (cf Dante, Paradiso, XXXI).
O Maria
Ottienici di compiere quanto Gesù ci insegna con le parole e con l’azione
E di guardare a tutte le donne pensando al volto delle nostre mamme e sorelle,
molto più generose di noi uomini,
e a quanti detengono il potere, di apprezzare con i fatti il ruolo delle donne
e segnatamente delle mamme
prima che la violenza contro le donne e le culle vuote
inabissino la nostra declinante società.
Stella del mare ottienici un cambiamento di rotta verso mete luminose
Per noi e per le generazioni che si affacciano alla vita.


A voi tutti, un intenso e affettuoso augurio di Buon Anno Nuovo accompagnato dal ricordo nella Preghiera
Don Carlo

Natale 2013 a Reaglie: Auguri ai parrocchiani

Carissimi parrocchiani, amici e conoscenti di Reaglie,

       al compiersi di questo anno 2013 vissuto con voi intendo porgervi gli auguri di Buon Santo Natale e di Buon Anno Nuovo. Al rimpianto di non aver fatto di più e meglio, si accompagna il ricordo grato e indelebile delle tante persone buone, generose, pazienti e comprensive incontrate qui a Reaglie, una parte delle quali vive già nella luce del Signore, mentre noi quaggiù continuiamo il nostro cammino per tutto il tempo che il Signore vorrà ancora concederci.

      Ci rallegra sempre vedere i marmocchietti e le bimbette di ieri sbocciare sotto i nostri occhi in una metamorfosi che dispiega le incredibili potenzialità insite in ciascuno/a di loro per cui il bamboccetto e la frugoletta timiducci o chiacchierini, secondo i casi, te li ritrovi davanti come acuti e saggi interlocutori e,  più grandicelli, come giovanotti e ragazze lanciati nella vita.

      Sull’altro versante ci siamo noi, i seniores, per i quali il passar degli anni si fa sentire. Eppure proprio i seniores e altri che si avviano al seniorato, costituiscono pur sempre le colonne portanti della nostra comunità parrocchiale. Per constatare quanto sono bravi, date un’occhiata al grande presepe allestito dietro l’altare e noterete di quanta fantasia, inventività e creatività sanno dar prova i nostri perennemente giovani nello spirito! Un grazie dal profondo del cuore a Luciano, Guglielmo, Eugenio, Enzo coadiuvati dal giovane Luca! Grazie ad Enzo e a Luigino per il mirabile restauro della pedana dell’altare che ora non è solo più solida ma anche più bella. Grazie a tutti i collaboratori per il loro diuturno impegno profuso nei vari settori della vita della comunità anche in quelli meno appariscenti per assicurare il buon funzionamento delle strutture e soprattutto l’accoglienza delle persone.

      Tra i seniores spicca la figura carismatica di Papa Francesco che rappresenta un grande dono per il quale vorrei ringraziare il Signore in questo Natale. È un faro luminoso per la chiesa e per la società civile anzitutto con il suo comportamento e poi con le sue parole, l’esatto contrario di certi nostri politici che chiacchierano e non fanno. Francesco è sempre in prima fila con le sue iniziative sempre nuove e contro corrente, nella linea del vangelo. Ha un cuore grande per tutti in particolare per i malati, i poveri e i piccoli. In lui il titolo di Papa (pàppas, papà, padre) riacquista il pieno e genuino significato originario: lo sentiamo come nostro grande e affettuoso padre. È un papa scomodo che ci invita dolcemente ma fermamente a convertici al vangelo, a  uscire dai nostri egoismi, a voler più bene al nostro prossimo, in particolare a quelli più sfavoriti. Egli ci aiuta a vivere questo Avvento come tempo di speranza, nonostante tutti i problemi e i mali che ci affliggono. Nella sua elezione si palesa la mano di Dio e l’opera dello Spirito Santo che rinnova la chiesa.

      Vorrei proporre alla mia e alla vostra attenzione queste parole illuminanti di Papa Francesco: 

Quando noi soltanto incontriamo il Signore, siamo noi i padroni di questo incontro; ma quando ci lasciamo incontrare da Lui, è Lui che entra dentro di noi, è Lui che ci rifà tutto di nuovo, perché questa è la venuta, quello che significa quando viene il Cristo: rifare tutto di nuovo, rifare il cuore, l’anima, la vita, la speranza, il cammino”.

      Ma occorre il “cuore aperto, perché Lui incontri me! E mi dica quello che Lui vuol dirmi, che non sempre è quello che io voglio che mi dica! Lui è il Signore e Lui mi dirà quello che ha per me, perché il Signore non ci guarda tutti insieme, come una massa. No, no! Ci guarda ognuno in faccia, negli occhi, perché l’amore non è un amore così, astratto: è amore concreto! Da persona a persona: il Signore, persona, guarda me, persona. Lasciarci incontrare dal Signore è proprio questo: lasciarci amare dal Signore!”.

      In questo cammino verso il Natale, - conclude il papa - ci aiutano alcuni atteggiamenti: “la perseveranza nella preghiera, pregare di più; l’operosità nella carità fraterna, avvicinarci un po’ di più a quelli che hanno bisogno; e la gioia nella lode del Signore”.

      Il mio augurio che si ispira a quello di papa Francesco è di lasciarci incontrare dal Signore perché ci trasformi con il suo amore.  Buon Natale e Buon Anno Nuovo a ciascuno di voi e alle vostre famiglie! Vi ricorderò nelle Messe di Natale.

Con affetto fraterno

don Carlo

A tutte le persone, e sono molte, che in questi anni difficili ci hanno aiutati spiritualmente e materialmente va il ringraziamento mio e di tutta la comunità. Il Signore le ricompensi sovrabbondantemente. Informo che sono in preparazione per la primavera due iniziative:

 


 

una domenica a Bose

e un pellegrinaggio a Roma per incontrare Papa Francesco.

 


 

Lettera del Parroco per la Festa Patronale 2014

Parrocchia Assunzione di Maria Vergine in Reaglie (Torino)

Festa Patronale 5 Ottobre 2014

Lettera ai parrocchiani e agli amici


Carissimi amici parrocchiani di Reaglie, reagliesi e amici tutti,

questa è la settima festa Patronale che celebro con voi e che mi ricorda quanto velocemente trascorra il tempo. La festeggiamo in tempi difficili per le ristrettezze del presente e le apprensioni per il futuro. Certo la festa non risolve d’incanto i problemi che ci assillano ma ci offre uno spazio per sostare, riunirci insieme e guardare in alto, in modo da persuaderci che non siamo soli, che c’è speranza in un futuro migliore il cui avvento dipende anche dal nostro impegno, dalla nostra inventività, esorcizzando la cupa rassegnazione.

La nostra festa ci invita ad alzare gli occhi verso Colei che a Cana si accorse per prima che stava per finire il vino che “rallegra il cuore dell’uomo” e ottenne da Gesù abbondante vino eccellente, per chiederle di ottenerci, attraverso Gesù, da Dio Padre, di essere liberati dai mali presenti e di ottenere tutto ciò che dà senso e pienezza alla nostra vita.

La festa patronale ci offre anche un’occasione per riflettere sul cammino percorso che – dal mio punto di vista - mi permetto di condensare in due frasi: massima consolazione dalla chiesa-comunità – amarezze e preoccupazioni dalla chiesa-casa edificio. 

Mi accade di sentir esprimere anche da persone che solo occasionalmente entrano nella nostra comunità parrocchiale l’apprezzamento per l’accoglienza cordiale e sorridente, per la disponibilità delle persone che svolgono i vari servizi, in una parola, per il clima di famiglia che vi si respira. Non siamo una comunità perfetta. Anche tra noi sussistono pareri diversi,  talvolta discordanti, serpeggiano malcontenti e mormorazioni ma, se non mi inganno, vengono sportivamente e cristianamente superati. Rendiamo grazie a Dio e a tutti voi che anteponete ai vostri gusti personali il bene comune e la concordia. Voi non fate parte di quelli che si affacciano alla comunità con la pretesa che tutte le loro richieste vengano esaudite e quando questo non avviane se ne vanno. Alla legittima richiesta: che cosa mi attendo da questa comunità? voi sapete dare voce anche all’altra correlativa e più impegnativa domanda: che cosa do, posso dare e devo dare a questa comunità?

In occasione della Festa Patronale che vive grazie al generoso apporto di mente, di cuore e di braccia di tanti volontari, desidero esprimere il mio apprezzamento e la mia gratitudine per tante persone che con dedizione diuturna, tanto operosa quanto silenziosa, assicurano il necessarie e anche il sovrabbondante per la vita della comunità. Il Signore ricompensi già in questa vita queste care persone.

Unendo l’amaro al dolce ricordo da un lato le molte tegole che ci sono cadute sul capo in questi anni - in senso metaforico e letterale - : il risanamento del salone con dotazione di riscaldamento e di cucina e collegamento con la chiesa; il rifacimento dei tetti della chiesa e della casa parrocchiale (tegole in senso letterale) e, in ultimo, l’impermeabilizzazione del terrazzo dopo che le infiltrazioni di acqua rischiavano di danneggiare irreparabilmente il salone sottostante e di renderlo inagibile. Questo l’amaro per chi come me non aveva preventivato l’attività edilizia tra le su mansioni presbiterali. Ma veniamo al dolce. Sono rimasto stupito e ammirato dalla generosità di tante persone di Reaglie e altrove che con discrezione pari alla loro generosità hanno contribuito e contribuiscono alla realizzazione di queste opere. Mi è anche gradito citare l’architetto che offre la sua consulenza gratuita per i lavori e l’ingegnosa inventività di due nostre artiste locali, Daniela e Francesca, che ci hanno offerto ben due concerti strumentali che hanno deliziato le nostre orecchie, toccato il nostro cuore e recato un non piccolo contributo alle opere suddette.

Vorrei a questo punto lanciare un accorato appello per una causa di vitale importanza per la vita della nostra comunità e di ogni parrocchia: il catechismo. Non sto a dire l’importanza e la bellezza di quest’attività per il numero e la qualità dei partecipanti e per la dedizione delle catechiste alle quali va tutta la nostra gratitudine. Ringrazio in particolare le due nostre brave suore che in questi anni ci hanno offerto la loro preziosa collaborazione per il catechismo e per tante altre iniziative. Purtroppo gli anni passano e almeno tre catechiste, per ragioni diverse e tutte plausibili hanno annunciato di voler concludere il loro servizio. Esprimo a queste a queste preziose collaboratrici un vivo ringraziamento a nome mio e di tutta la comunità per il loro generoso servizio e mi chiedo e vi chiedo: chi subentrerà in questo compito così importante? Mi appello alle mamme con i figli più grandicelli e alle nonne vitali e ricche di esperienza. Vi assicuriamo che non vi lasceremo sole ma vi aiuteremo in tutti i modi ben sapendo che facendo si impara fortificati soprattutto dall’azione dello Spirito Santo che opera in chi si dedica al vangelo. Allo Spirito chiedo che susciti e ridesti queste preziose collaborazioni. A partire dal primo corso di quest’anno (2a elementare) sperimenteremo un modo nuovo di fare catechismo che coinvolga i primi educatori, i genitori, iniziandoli con incontri mensili al percorso catechistico dei loro figli. Troverà questo appello delle risposte? Me lo auguro di cuore

Porto ancora in me vivo il ricordo del fine settimana trascorso al Rifugio Levi-Molinari con i cresimandi di quest’anno (vedi foto e relazione sul sito della parrocchia www.parrocchiareaglie.it) , gruppo particolarmente affiatato e coeso. Mi auguro con tutto il cuore che  questo bel gruppo non si sciolga come la neve al sole ma continui a incontrarsi in occasione di cineforum, riunioni di amicizia e di convivialità, ritiri e incontri formativi, saggi musicali ecc. Conto molto sui genitori che hanno dato buona prova di sé sia nell’organizzazione che nell’animazione. E mi domando anche: che ne è stato dei nostri cresimati degli anni passati, altrettanto validi, che alimentavano grandi speranze ma di cui non si è più saputo nulla?

Altra fonte di preoccupazione è la nostra chiesa che oltre al persistente clima rigido che richiede ai partecipanti alle celebrazioni e ai concerti un corredo pesante e un certo eroismo presenta allarmanti sollevamenti del pavimento che richiederanno entro breve tempo degli interventi.

Sono infine deluso nel constatare che delle tre richieste (sostenute dalla stragrande maggioranza dei Reagliesi) che presentai fin dall’inizio al comune di Torino: segnalazione del limite dei 30 Km prima della scuola reagliese, l’erezione di un cartello che indichi  l’inizio della frazione o località di Reaglie e l’apposizione di un semaforo al centro della frazione di Reaglie, solo la prima è stata esaudita. Ritenere che il nuovo posizionamento dello specchio convesso (peraltro spesso imbrattato e decentrato) risolva il problema è opinione fallace di chi non si premura di verificare in loco che il provvedimento soddisfi le legittime richieste dei cittadini. Mi dichiaro disponibile a illustrare le ragioni del dissenso a chi si degna di ascoltarle.

Reaglie comunque è bella e vorrei in questa nuova Festa Patronale affidarla nuovamente alle cure di Maria SS., di san Francesco d’Assisi patrono d’Italia di cui ricorre la festa nel momento in cui scrivo e di san Benedetto patrono d’Europa accogliendo il suo fecondo programma di vita e di civiltà ora, lege et labora (prega, leggi e lavora!) o, se preferite: culto, cultura e coltivazione. Reaglie le propizia tutte e tre. C’è chi fa solo cultura e chi non se ne cura affatto, c’è chi ama coltivare e chi non sa distinguere l’aglio dalla cipolla, il pino dall’abete; e del culto che ne è a Reaglie? Non essere uomo a una sola dimensione, caro amico che leggi! Praticale tutte e tre e sarai un uomo completo e felice.

Buona festa!  

Don Carlo